Il semestre scorso sono andata in Italia con un programma di scambio. Voglio introdurre alcuni pensieri sul sistema scolastico in Italia basato sulle mie osservazioni dopo aver passato quattro mesi all’Università di Bologna, la più vecchia nell’Europa. Soprattutto, voglio fare un confronto tra le istituzioni in Italia e quelle in America.

Tutti sanno che si studia duramente all’università americana, in particolare a una scuola con la buona reputazione di UW-Madison. Gli studenti qui devono fare tanti compiti ogni giorno, scrivere le tesine e prendere almeno due esami scritti per la maggior parte dei corsi. Di solito, c’è un sacco di ansia durante il periodo degli esami finali. Quindi, ho deciso di andare in Italia per provare qualcosa di nuovo, magari un po’ più rilassante. L’Università di Bologna mi pareva una scelta buonissima. Quando stavo lì ho frequentato i corsi d’italiano, di letteratura e di comunicazione. Nonostante abbia imparato moltissimo dai professori riguardo alla letteratura e la società italiana, l’aspetto che mi sembrava più interessante era la differenza tra il sistema scolastico in Italia e quello negli Stati Uniti.

La prima differenza, molto evidente all’inizio, è la durata delle lezioni. In Italia, almeno all’Università di Bologna, tutte le lezioni durano per due ore. Ogni tanto ci sarebbe una pausa per dieci minuti in cui gli studenti andrebbero fuori a fumare o chiacchiere. Però, la maggior parte dei corsi che ho frequentato non avevano questa pausa. In America, se una lezione è così lunga gli studenti la trovano piuttosto noiosa, dunque per loro è quasi impossibile concentrare tutto il tempo. Normalmente le lezioni in America durano per 50-75 minuti. Infatti, si chiama una lezione oltre un’ora “Power Lecture” scherzosamente perché si deve superarla con tanto sforzo. La struttura delle lezioni è anche diversa tra i due sistemi. In Italia, le classi si svolgono intorno ai professori che danno lezioni senza cessazione. Naturalmente, prendono anche le domande dagli studenti ogni tanto e incoraggiano le discussioni. Però, siccome ci sono almeno cento studenti in aula, è un po’ difficile sentire o vedere molto bene. Questo problema impedisce la qualità di discussione in generale. In America, a parte delle lezioni, c’e anche il tempo chiamato “la discussione”, dedicato precisamente per esprimere i pensieri liberamente tra un piccolo gruppo degli studenti. In questo modo ognuno ha l’opportunità di parlare.

Ho già scritto che la quantità dei compiti è una grande scocciatura per gli studenti americani, ma in Italia è tutta un’altra storia. Questo problema praticamente non esiste a Bologna perché molto spesso non c’è il compito da fare. Per esempio, se prendi un corso di letteratura, naturalmente devi leggere i libri ma non devi riassumere o fare analisi per presentare al professore come in America. Invece, l’unico metodo per determinare il tuo voto per questo corso è l’esame finale, anche molto diverso in confronto agli Stati Uniti. In Italia ci sono gli esami orali dove uno studente deve fare una conversazione riguardo al tema del corso con il docente. Il professore farebbe le domande per cui lo studente offrirebbe le risposte, dimostrando la sua prospettiva del contenuto di quel corso. Quando ho fatto l’esame finale con il mio professore di letteratura, abbiamo parlato di molti scrittori famosi del Novecento e i loro capolavori, tipo Pirandello, Tozzi, Palazzeschi e Montale. Poi abbiamo discusso come la società italiana nel Novecento aveva influenzato la mentalità del popolo e la cultura. Mi sono sentita nervosa all’inizio ma pian piano mi sono rilassata e ho realizzato che quella fosse un’esperienza molto speciale. In America, al contrario, gli esami sono prove scritte o “il libro blu” dove gli studenti devono scrivere le tesine improvvisate nel tempo limitato. Inoltre, gli studenti italiani possono provare a prendere un esame tante volte prima di ottenere un voto soddisfacente mentre gli studenti americani hanno solo un’opportunità. Per fortuna questi esami finali non determinano il voto finale da soli.

Un’altra parte di differenza che mi ha interessata è il ruolo dei professori in Italia e in America. Sono sorpresa quando ho trovato, per la prima volta, che i professori in Italia hanno un grandissimo potere riguardo ai loro corsi. Ho sentito che il professore fosse il re del corso. Può fare qualsiasi decisione perché nessun altro può influenzarlo. Quando uno studente vuole cambiare corso o prendere l’esame presto, deve parlare con il professore. Se un buon rapporto con il professore è sviluppato, non c’è nessun problema. Per questa ragione, i professori sono molto rispettabili tra gli studenti. Si deve usare la formalità quando si parla con loro. Ogni email che ho mandato lì ha cominciato con “Gentile Professore…” o “Gentile Prof.essa”. L’università americana, generalmente, è priva di questa formalità perché si può trattare i professori come gli amici. Inoltre, non possono fare tutte le decisioni dell’amministrazione per i loro corsi perché ci sono altre autorità con più potere.

L’ultima cosa che voglio discutere è la efficienza dei due sistemi. In America, non si deve aspettare molto tempo per raggiungere uno scopo. Per esempio, le lezioni iniziano e finiscono puntualmente; i professori sono sempre in ufficio durante l’ora del ricevimento per rispondere alle domande degli studenti. In Italia, le lezioni iniziano almeno 15 minuti in ritardo e nessuno sa quando finiscono precisamente. Per il ricevimento, ogni tanto ci sarebbe una fila lunga fuori dell’ufficio del professore ma lui arriva molto tardi. Perfino se c’è ancora qualcuno aspettando quando l’ora è finita, il professore chiude l’ufficio e va via. Questo fenomeno è successo a me e ai miei amici alcune volte. Insomma, penso che sia più facile comunicare con i professori in America.

Ovviamente, le suddette conclusioni sono basate sulla mia esperienza o su quelle dei miei amici, quindi è possibile ho fatto qualche generalizzazione falsa. Sopratutto, tutti e due sistemi hanno i meriti e svantaggi. Spero che la moda dell’istruzione diventi più conveniente nel futuro per gli studenti tutto il mondo.

 

Advertisements